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Da PAPIRUS on 23/11/2008 19.49

Giornata mondiale contro la violenza alle Donne

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Da vitussi on 06/10/2008 21.51

In un fantasmagorico paesaggio onirico, a 150 km dal Cairo, tra gli incredibili scenari dei deserti occidentali...una nuova avventura degli RdK... tutta da scoprire!

 

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Subject: Stele della carestia
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Author Messages
saldiperi
Posts:1029

05 feb 2008 11.34  
Beh uno te l'ho trovato: http://www.touregypt.net/featurestories/imhotepmuseum17.htm.
Hai visto fra le foto quella lastra che rappresenta uomini magrissimi che mi sembravano prigionieri di guerra e invece a quanto pare sono una rappresentazione di una carestia? O almeno è quello che dice la didascalia su egyptsites : "dettaglio di una carestia dalla strada lastricata di Unas, V din.".
Sapevi di questo evento in quel periodo? A me, in questo momento, sfugge.

Saluti
Salvatore

Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide)
Sozzani
Posts:2153

05 feb 2008 13.14  

Da waenra la foto







"più conosco gli uomini, più amo gli animali" G.B.Shaw
saldiperi
Posts:1029

05 feb 2008 20.21  

Ma stiamo parlando della stessa?

Io dicevo questa:

 







Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide)
Sozzani
Posts:2153

05 feb 2008 20.27  

Waenra? (io ho solo postato la foto che mi ha inviato)

Sono curioso: qual'è quella giusta? Non sarà un'altra immagine della stessa stele?


"più conosco gli uomini, più amo gli animali" G.B.Shaw
saldiperi
Posts:1029

05 feb 2008 20.27  
Beh questa è la foto che ho fatto io.....

Saluti
Salvatore

Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide)
Stefy
Posts:880

06 feb 2008 09.02  

Quando si parla dell'immagine in questione si dice che si tratta di un periodo di carestia però potrebbe anche essere, questa, un'interpretazione per indicare il periodo in stato di declino ma non è assolutamente detto che fosse così. Quindi rimane una scena ancora molto dubbia.

http://www.touregypt.net/featurestories/unasp.htm

Grazie Sal per l'immagine che hai trovato, ci sono anche le didascalie delle foto!!!

Vorrei sapere dove Waenra ha trovato l'immagine che Gil ha postato, grazie.

Buona giornata, S.

Sozzani
Posts:2153

06 feb 2008 10.08  

Ricordo di aver, in passato, riportato una notizia del ritrovamento di un'area cimiteriale dell'epoca di Ramesse II nella quale sono state trovate salme con chiari sintomi di denutrizione, causa di deformazioni ossee, bassa statura, ecc. Per provocare questi effetti, bisogna che la denutrizione si protragga per parecchio tempo, per cui, evidentemente, anche sotto Ramesse II non tutto era ...rose e fiori!


"più conosco gli uomini, più amo gli animali" G.B.Shaw
waenra
Posts:513

06 feb 2008 10.23  
Ho postato la foto (anzi, l'ha fatto Gil) solo perchè rappresenta un uomo magrissimo, ma non so se abbia attinenza a quanto scritto da Sal.
La foto l'ho scattata nel 2004, ma non ricordo esattamente dove.

Ai popoli stranieri doni il Nilo nel cielo...
Stefy
Posts:880

07 feb 2008 16.18  
Grazie Waenra, pensavo fosse un'immagine relativa alla piramide di Unas. Quando vedo queste figure così volutamente raffigurate, mi è difficile pensare che fossero prigionieri, i tratti sono quelli caratteristici degli egiziani, per cui secondo me, ritraevano la realtà del momento, con l'intento di far conoscere e non di mascherare la situazione.....forse questa intenzione sopraggiunse negli anni seguenti.....

S.
vitussi
Posts:108

09 feb 2008 09.26  

Scusate il flash rapidissimo: in merito a questa raffigurazione ho trovato poche righe più precise :

dal link: http://www.phouka.com/pharaoh/pharaoh/dynasties/dyn05/09unas.html

"However, reliefs at his pyramid complex (in the causeway) show a famine that occurred during his reign. The figures are skeletal and quite unusual for royal reliefs. The starving tribesmen (probably Bedouins) show the reality of life in Egypt at this time -- it is possible they reference the seven-year famine of Djoser, as well. The only other representation of "starving people" is found on older blocks of Sahure's causeway. "

Se non fosse attinente o credibile, scartate il riferimento.

Saluti

Andrea

 

 


Dd=j n=tn rmT nb.t d=j rx=tn Hs.wt xpr(w)t n=j
- Parlo a voi o gente tutta, affinchè vi sia dato di conoscere le cose favorevoli che mi sono accadute -
(dalla tomba di Ahmose, figlio di Ibana - El-Kab)
Stefy
Posts:880

09 feb 2008 09.55  

Andrea grazie, sì che è attinente! Non mi è chiaro perchè pensano che le figure scheletriche siano Beduini. Forse bisognerebbe conoscere anche il contesto di cui fa parte l'intero rilievo, così a pezzi si rischia di interpretare male.....

S.

antonio_crasto
Posts:463

09 feb 2008 10.17  

Cara Stefy,

non sono intervenuto finora per non influenzare alcune menti dei membri del forum facilmente plagiabili, ma l'intervento di Andrea mi ha convinto.

Se guardate bene i rilievi sono stati trovati nella strada processionale di Unas. Questa lunghissima strada ha inglobato, a detta degli archeologi, parte della strada processionale di Djoser, per cui ritengo molto probabile che le rappresentazioni risalgano al monumento del faraone Djoser, il quale visse, da faraone o da semplice principe ereditario, la famosa carestia di sette anni, narrata nella Stele della Carestia.


www.ugiat-antoniocrasto.it
saldiperi
Posts:1029

09 feb 2008 13.03  
La stele della carestia è classificata come un falso antico, ambientato all'epoca del faraone Zoser o Djoser ma che dalla grafia indica la sua appartenenza al periodo tolemaico. Non so fino a che punto possa essere attendibile quanto riportato su di essa.

Saluti
Salvatore

Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide)
Stefy
Posts:880

11 feb 2008 09.30  

Qui sarebbe indispensabile l'intervento del Dott. Chioffi che l’ha tradotta….tralasciando il discorso Davidovitz, la carestia ai tempi di Djoser è effettivamente riportata sulla stele o no?
Che risalga al Tolemaico pare sia opinione di tutti, non è certo se si rifà ad un documento antico oppure no.
Quel che mi lascia perplessa è come si possa traslare e poi tradurre uno scritto e giungere a conclusioni totalmente diverse.

S.

antonio_crasto
Posts:463

11 feb 2008 11.54  

Riporto quanto scrive la Bresciani nella sua piccola enciclopedia sull’antico Egitto:

 

«[…] Il documento più conosciuto è la Stele della carestia, sull’isola di Sehel, all’altezza della prima cateratta: essa parla di una carestia di sette anni durante il regno di Gioser (2680-2660 a.C.), terminata grazie all’intervento del dio Khnum, che controllava la crescita delle acque. Il testo è in realtà un falso d’epoca tolemaica. Comunque è certo che una forte carestia si verificò durante l’Antico Regno (2700-2195 a.C.) come testimoniano le raffigurazioni di personaggi malnutriti e indeboliti per la fame, ricorrenti su monumenti di quell’epoca.»

 

Ritengo che la definizione della Stele come falso storico sia impropria. Quasi sicuramente la stele è una copia fedele di un documento della III dinastia, per cui, in linea con questa definizione, si dovrebbero considerare dei falsi tutte le copie di testi antichi. Avremmo così che noi stiamo leggendo delle false Bibbie, delle false Divine Commedie e così via.

Il termine “falso” invece di “copia” è stato impiegato, a mio parere, per svalutare la teoria delle pietre sintetiche sostenuta da Davidovitz, ma così facendo si è svalutato l’intero contenuto della stele.

 

La validità del riferimento alla grande carestia dell’inizio della III dinastia può essere, d’altra parte, colta del mito biblico delle sette vacche grasse e sette vacche magre (interpretazione del sogno del faraone da parte del patriarca Giuseppe), da una nota di Manetone e dal fatto che il regno di Djoser (3263-3234 a.C. nella mia cronologia) corrisponderebbe a una importante catastrofe cosmica nella Mesopotamia e un probabile cambiamento temporaneo del clima.


www.ugiat-antoniocrasto.it
vitussi
Posts:108

11 feb 2008 14.49  

Saluti a tutti!

A chi fosse interessato posso inviare una copia della foto della famosa stele  che ho preso nel novembre 2005 a Sehel, sulla cima dell'isola.

Quest'immagine ovviamente è parzialmente carente per la presenza oscurante di due intrusi (io e mia moglie..).

Ma ho altre foto non "disturbate" come questa.

Cordiali saluti.

 

Andrea







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saldiperi
Posts:1029

11 feb 2008 15.06  
Il dott. Chioffi ha già espresso il suo esperto parere, qui: http://www.egittologia.net/Articoli/tabid/53/ItemID/111/View/Details/Default.aspx.
La Bresciani è dello stesso parere; la stessa dice però che "è certo" si verificò una carestia in quanto immagini come queste ricorrono su monumenti della stessa epoca.
Quindi non si da alla stele validità di documento storico ma si dice tra virgolette e cautamente che la carestia ivi descritta avvenne ma perchè è confortata da altre immagini di quel periodo. Non si conosce esattamente il periodo esatto e neanche se durò sette anni o settanta.
I sacerdoti responsabili della stele possono avere appreso della carestia da altri documenti e da altre immagini sui monumenti come noi, qui.
E che prova è?
Non è neanche una copia: leggete l'articolo del dr. Chioffi.
E' molto probabile, mi convince abbastanza, l'ipotesi di una catastrofe apportatrice di un cambiamento climatico e del conseguente impoverimento del Nilo dal quale dipendeva l'economia del paese. Di questa catastrofe mi piacerebbe avere dei riferimenti bibliografici. Antonio puoi, per favore, darmene qualcuno? Grazie.

Saluti
Salvatore

Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide)
Stefy
Posts:880

11 feb 2008 15.55  
Chiedevo l'intervento del Dott. Chioffi perchè lui ha tradotto la stele e dato che mi chiedo come la traduzione di un testo possa giungere a conclusioni differenti, chi meglio di lui potrebbe spiegarlo? La sua traduzione non nomina nè fa intendere l'esistenza di alcuna carestia mentre pare che la Bresciani la sostenga, anche lei avrà tradotto la stele immagino....
Il discorso del falso storico è giustificato dal fatto che è falso perchè risale all'epoca di Djoser quando invece è stato scritto in epoca Tolemaica...ma questo può non significare che è falso ma forse può essere stato ricopiato o può rifarsi a fatti avvenuti durante il regno di Djoser. Sono d'accordo con Antonio perchè mi chiedo: quanti papiri, racconti e documenti si rifanno a fatti avvenuti in epoche storiche precedenti? Mica per questo sono considerati falsi....forse c'è qualche altra motivazione per cui è da considerarsi falso.....
Poi c'è un'ultima cosa che non comprendo e vorrei tanto capire, il perchè i geroglifici nonostante la spaccatura della roccia non risultano tagliati in due, è come se chi ha scolpito la stele avesse scelto per l'incisione proprio quella roccia spaccata....mah?
Con questo non voglio assolutamente contestare il lavoro del Chioffi, ci mancherebbe, non ho la competenza per farlo, vorrei solo cercare di fare un pò più di chiarezza in proposito.

Andrea, siete bellissimi ;-))) ma se hai una foto in cui si vede l'incisione più da vicino potresti appagare un pò di più la mia curiosità...

Grazie, S.
antonio_crasto
Posts:463

11 feb 2008 16.39  

Una traduzione del testo della stele può essere letta nelle pagine web:

 

http://www.reshafim.org.il/ad/egypt/famine_stele.htm

 

http://www.touregypt.net/faminestele.htm

 

La traduzione in inglese è stata fatta da Lichtheim sulla base di una precedente traduzione in tedesco di Günther Roeder, Jena, 1923

 

All’inizio del testo si può leggere:

 

«[…] During the reign of Djoser (3rd dynasty) a terrible drought lasted for seven years.

I was in mourning on my throne, Those of the palace were in grief….because Hapy had failed to come in time. In a period of seven years, Grain was scant, Kernels were dried up…Every man robbed his twin…Children cried…The hearts of the old were needy…Temples were shut, Shrines covered with dust, Everyone was in distress….I consulted one of the staff of the Ibis, the Chief lector-priest of Imhotep, son of Ptah South-of-the-Wall….He departed, he returned to me quickly, He let me know the flow of Hapy…[…]»

 

Nel sito in italiano di wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Sehel si dice:

 

«[…] La più famosa (Famine Stele) parla dei 7 anni di carestia sotto il regno di Djoser durante i quali il Nilo non straripava e quindi non rendeva fertile il suolo. I sacerdoti avvisarono il faraone che il Dio Khnum che controllava il flusso delle acque nei pressi di Aswan era irato ed impediva il normale fluire del fiume. Il re ordinò che si portassero offerte al Dio sull'isola Elefantina. […]»


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saldiperi
Posts:1029

12 feb 2008 15.27  

Vorrei ribadire un concetto.
Studiacchiando qualche papiro, ho notato che viene definita "copia" un papiro che ricopia fedelmente un altro scritto, magari si scrive in ieratico e non più in geroglifico, ma si rispetta il "modo di dire" si rispetta anche il "modo" di esprimere i concetti antichi. Successivamente questo papiro "copia" si confronta con altri papiri della stessa epoca e ci si accorge delle differenze linguistiche. Allora si dice "cautamente" che esso è "forse" copia di testi più antichi.
In questo caso non mi sembra sia così. E' appurato che la stele è di epoca tolemaica e a voler seguire quanto riporato sui siti segnalati da Antonio apprendiamo che "Imhotep avrebbe rivelato al Re che il Nilo trae le sue origini nel territorio consacrato al dio Knum". Da questo concetto, trovato chissà dove, i sacerdoti del dio Knum fanno risalire il loro diritto sulla zona della stele.

Nei siti suddetti non mi è chiara una cosa: perchè questa parte relativa alla carestia è sotto il titolo "The Legend" mentre la traduzione è sotto il titolo "Partial translation of the stele text"?

Resto in attesa di conoscere qualche fonte documentale della catastrofe climatica degli anni intorno al 3200 a.C.

Saluti
Salvatore


Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide)
Stefy
Posts:880

12 feb 2008 16.00  
Ti ringrazio Sal, ora mi è più chiara la modalità con cui gli studiosi stabiliscono "l'autenticità di una copia".
Sul discorso che i sacerdoti abbiano cercato di far risalire il loro diritto sulla zona può essere accettabile ma la Bresciani ed altri studiosi sostengano che la Stele parla di una carestia ai tempi di Djoser, quindi da qualche parte sulla roccia sarà scritto no???
Nella traduzione del Dott. Chioffi non sono stata capace di cogliere questo passo, per favore, me lo riporti così posso leggerlo anch’io?

Grazie, S.
antonio_crasto
Posts:463

12 feb 2008 16.47  

La traduzione completa di Lichtheim alla pagina web:

 

http://www.uwm.edu/Course/egypt/274RH/Texts/The%20Famine%20Stela.htm


www.ugiat-antoniocrasto.it
saldiperi
Posts:1029

12 feb 2008 16.47  
Guarda che la Bresciani afferma solo: "Comunque è certo che una forte carestia si verificò durante l’Antico Regno (2700-2195 a.C.) come testimoniano le raffigurazioni di personaggi malnutriti e indeboliti per la fame, ricorrenti su monumenti di quell’epoca"".
Io purtroppo non ho tutta la traduzione del dr. Chioffi ma solo l'articolo pubblicato qui sul sito. Chissà, magari qualcuno che lo conosce....o magari lui stesso.....si impietosisce e ce ne posta una copia qui..

Saluti
Salvatore

Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide)
antonio_crasto
Posts:463

12 feb 2008 17.31  

Cimmino “Dizionario delle dinastie faraoniche”, pag. 64

 

«[…] “stele della carestia”; si tratta di un decreto di epoca tolemaica, […] con il quale, per rendere grazia al dio Khnum che aveva salvato l’Egitto da una siccità settennale, il re Djoser faceva dono, al santuario del dio protettore della 1° cateratta, della regione fra Assuan e Tokompso, che i greci chiameranno Dodechaskoïnos. Molti studiosi hanno ritenuto che si sia trattato di un falso ideato dal collegio sacerdotale di Khnum per ottenere la proprietà di quella provincia, altri invece hanno considerato quel testo, redatto in epoca tarda, la riproposizione, stilisticamente rielaborata, di un testo assai più antico risalente appunto all’epoca della III dinastia, […].»


www.ugiat-antoniocrasto.it
saldiperi
Posts:1029

12 feb 2008 20.36  
Edda Bresciani "Letteratura e poesia dell'Antico Egitto" pag. 648:
"..stele della carestia composta in epoca greca, probabilmente sotto Tolomeo III oppure sotto Tolomeo IV Filopatore che sull'isola ha eretto un tempietto di cui rimangono resti, l'iscrizione si presenta invece - e lo si può definire un falso storico escogitato dal sacerdozio di Knum - come un decreto emesso dal Faraone Gioser della III Dinastia....i paralleli che si possono portare sono quelli con la Stele di Bentresc (pag. 633 stesso volume- ...è una falsificazione operata in età tarda dai sacerdoti del tempio di Khonsu....).

Saluti
Salvatore

Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide)
Sozzani
Posts:2153

12 feb 2008 22.56  

In passato (non trovo più dove, forse sul vecchio sito) avevo riportato la notizia di uno studio di un'univeristà americana che aveva accertato la caduta di una grande meteorite in Arabia che aveva provocato forti cambiamenti climatici. Tra questi, l'inaridimento del Lago Tana e, in conseguenza, del Nilo Azzurro. Perciò, per anni non vi furono più piene del Nilo con pesanti carestie che portarono anche ad episodi di cannibalismo.


"più conosco gli uomini, più amo gli animali" G.B.Shaw
antonio_crasto
Posts:463

13 feb 2008 09.36  

La discussione sulla Stele della Carestia mi sembra abbastanza sterile. Gli egittologi non sono d’accordo solamente sulla veridicità storica del testo.

Per quanto riguarda questo topic, la carestia di sette anni citata nel testo e riferita al regno di Djoser può essere ritenuta un dato storico o una pura invenzione dei sacerdoti di Khnum.

Possono questi aver inventato un evento riferendolo alla III dinastia?

Ovviamente non avremo mai una risposta sicura, ma molti indizi ci possono far ritenere che la carestia di sette anni, che mise alla fame l’intero Egitto, abbia un riferimento storico.

Tra questi indizi possiamo ricordare:

 

-          il fatto che nella stele si parli proprio di un faraone della III dinastia;

-          il fatto che si parli proprio di una carestia durata sette anni;

-          il fatto che nella strada processionale di Unas, già strada processionale di Djoser, esistano rappresentazioni di gente scheletrica;

-          il fatto che una carestia di sette anni (sette Vacche magre) sia citata anche nella Bibbia, come se questo fatto fosse rimasto nella memoria dei popoli antichi;

-          il fatto che durante il Nuovo Regno si incominciò a parlare proprio di sette Vacche fecondate dal toro Api / Nilo (si aveva carestia quando il toro Api non fecondava le sette vacche sacre, quando cioè il Nilo non fecondava l’Egitto);

-          il cambio dinastico, apparentemente ingiustificato, fra II e III dinastia;

-          una segnalazione di Manetone relativa a qualcosa che cadde alla fine della II dinastia;

-          la novità delle piramidi, forse omaggio agli dèi, per ringraziamento e per esorcizzare catastrofi future;

-          un molto probabile cambiamento climatico alla fine del 4° millennio (intorno al 3200 a.C.), proprio in corrispondenza dell’inizio della III dinastia (secondo la cronologia di Manetone, da me rivisitata).

 

Io sono propenso a credere che i sacerdoti di Khnum abbiano copiato un testo antico o abbiano inventato un testo con dei riferimenti storici, per cui cambierei la definizione di “Falso storico” della stele in “Testo storico di epoca tolemaica”.


www.ugiat-antoniocrasto.it
Stefy
Posts:880

13 feb 2008 15.16  

Sempre a pag. 648 del testo della Bresciani si legge dalla traduzione che "il mio cuore era in grande pena perchè il Nilo non era venuto a tempo per un periodo di sette anni. Il grano era poco, i vegetali erano secchi, tutta la roba da mangiare era scarsa, ognuno era privo di risorse. Si arrivava a non poter più camminare.....", quindi si parla chiaramente di una carestia ai tempi di Djoser.
Nel Dizionario delle Dinastie Faraoniche Cimmino dice che forse la Stele è una rielaborazione di un testo antico "anche in considerazione del particolare trattamento che i faraoni riservarono sempre a quel territorio (tra Assuan e Tokompso) considerato una sorta di avamposto egiziano nella Bassa Nubia".

L'immagine delle persone denutrite che tu Sal hai pubblicato appartiene al complesso piramidale di Unas quindi, data la vicinanza dei siti, non deve sorprendere che possa in realtà appartenere a quello di Djoser e quindi possa essere considerata una testimonianza delle condizioni di vita in un dato momento del suo regno, a meno che non ci fosse stata un'altra carestia durante Unas...

Riguardo la durata della carestia non è da trascurare la valenza simbolica del numero sette.

S.

saldiperi
Posts:1029

13 feb 2008 19.18  
Ciao a tutti,

certamente considero la lastra da me segnalata, come un documento importante che riguarda un periodo che, credo, sia stato lungo o quanto meno inserito in un range lungo. Come segnalato da Gil, la caduta di un meteorite può aver provocato un lungo periodo di siccità e se consideriamo che da Djoser ad Unas saltiamo due dinastie e copriamo un periodo che va dal 2680 al 2350 a.C (secondo Cimmino), ci stiamo dentro, e possiamo considerare che in uno di questi periodi o per più periodi si sia verificata la carestia di che trattasi. Confido nella validità della lastra come documento storico, ma abbiamo considerato che potrebbe riferire di avvenimenti antecedenti a quelli che stiamo considerando? Già....
Della stele, come ribadito, mi convinco meno e me ne convinco ancora meno se voglio considerare quello che dici, Stefy, sulla valenza magico/religiosa del numero sette; anche questo può essere stato un trucco dei sacerdoti tolemaici di Knum.

Saluti
Salvatore

Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide)
vitussi
Posts:108

14 feb 2008 00.01  

Per il momento mi limito ad allegare una foto che evidenzia la parte di testo della stele tradotta dal dott. Chioffi, così come l'ho identificata in base alle trascrizioni da lui operate nel documento pdf a nostra disposizione.

 Il testo che ho evidenziato corrisponde a quello trascritto e tradotto con maestria dal dott. Chioffi. Secondo quanto ho appreso negli anni passati dal suo corso, ho potuto riconoscere appena il 60% circa dei simboli dalla foto che è in mio possesso, e che ho scattato nel novembre 2004 a Sehel. Attenzione: come si può notare dalla parte colorata, Chioffi ha tradotto meno di un terzo del testo integrale.

Ho riconosciuto quindi i passaggi fondamentali, rilevando come in certi casi, pure in assenza di intere parti di testo, la trascrizione di Chioffi sia completa: o il prof. ha una riproduzione più datata con il testo più integro oppure è stato in grado (e non nme ne stupirei, visti i risultati dei suoi lavori precedenti) di ricostruire per induzione/deduzione le parti mancanti. Le colonne tradotte da Chioffi vanno dalla fine della 11° colonna alla metà della 20° colonna.

Credo di poter affermare che pur trattandosi di un testo tolemaico, la sintassi è sufficentemente chiara da poter essere tradotto anche da esperti del Medio Egizio. Dal confronto con i testi dei due link riportati nel forum (che peraltro contengono una traduzione in inglese identica) con il testo italiano di Chioffi (per la sola parte trattata), posso dire che la traduzione ha un senso compiuto e coerente nelle due versioni (Chioffi e inglese), mantenendo delle sfumature (per altro sempre applicabili nelle traduzioni dal geroglifico) che non alterano pesantemente il senso del testo base.

Mi spiace soltanto non avere qui con me ora la traduzione della Bresciani per un ulteriore confronto.

Scusate la fretta, ma il lavoro mi massacra ed ho sempre poco tempo...

Spero di aver contribuito a fornire ulteriori informazioni qualificate per l'analisi del problema.

Cari saluti

Andrea

 







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