Vista la discussione in un differente topic sulla cronologia di Rohl, ritengo opportuno ripostare quanto detto nel topic “Cronologia” del sito precedente. Lo specchio da me proposto in data 22/10/05 è stato modificato in tabella ed è stata aggiunta la cronologia di Rohl e quella, fino alla VI dinastia, proposta da Egittologia.net (Osiriderivelato.it), basata sostanzialmente sulla Cambridge Ancient History (C.A.H.).
antonio_crasto, 22/10/05
La maggior parte degli egittologi manifesta una certa tendenza a non voler accettare i risultati della campagna di datazione al C-14 del 1984. Non sapendo giustificare l’anticipazione della cronologia della IV dinastia di circa 400 anni è stata condotta una nuova campagna nel 1995. Il fatto che i risultati siano stati pubblicati solamente nel 2001 e che gli stessi non contengano né le datazioni calibrate né le medie per i singoli monumenti lascia intendere che i ricercatori non erano soddisfatti dei risultati ottenuti (speravano forse di far rientrare completamente la differenza media di 400 anni rispetto alla cronologia tradizionale) e che sotto la spinta del Consiglio Superiore delle Antichità Egizie (Hawass) si sia cercata a lungo la definizione di un documento per dir poco incomprensibile. Sono giunto alla conclusione che per le datazioni 95 si sia voluto scegliere un tempo di dimezzamento differente rispetto a quello impiegato per la maggior parte delle datazioni del 1984. Così facendo si sono ottenute datazioni completamente differenti (per ammissione degli stessi ricercatori il cambio del tempo di dimezzamento può portare a datazioni differenti anche centinaia di anni). E’ scientificamente indecente che non si faccia menzione a queste manipolazioni dei risultati e che si siano trattate le datazioni delle due campagne come se fossero omogenee. E’ evidente che Hawass e Lehner sono restii ad ammettere che la cronologia va cambiata. Forse non tutti sanno che la cronologia dell’Antico Egitto non è un dogma, ma un’elaborazione matematica. Nei documenti archeologici non è stata trovata alcuna datazione assoluta e la cronologia dell’Antico Regno è stata sostanzialmente costruita sulla base di un riferimento astronomico del regno di Sesostri III della XII dinastia. La ricostruzione è sostanzialmente ancora quella ottenuta da E. Meyer nella prima metà del XX secolo:
|
|
Corta
Meyer |
cortissima Meyer |
Grimal |
Baines & Malek |
Rohl |
C.A.H. |
|
I |
3315 |
3197 |
3150 |
2920 |
2781 |
3185 |
|
II |
2925 |
2770 |
2669 |
2930 |
|
III |
2895 |
2778 |
2700 |
2649 |
2514 |
2735 |
|
IV |
2840 |
2723 |
2625 |
2575 |
2459 |
2630 |
|
V |
2680 |
2563 |
2510 |
2465 |
2350 |
2510 |
|
VI |
2540 |
2423 |
2360 |
2323 |
2224 |
2350 |
|
VII |
2359 |
2242 |
2200 |
2150 |
2082 |
2195 |
|
VIII |
2043 cont. |
|
|
IX |
2160 |
2134 cont. |
2043 cont. |
|
|
X |
2130 cont. |
2134 cont. |
2043 cont. |
|
|
XI |
2160 |
2160 |
2130 cont. |
2134 cont. |
1943 |
|
|
XII |
2000 |
2000 |
1991 |
1991 |
1800 |
|
Queste ricostruzioni matematiche cozzano però contro un dato storico e una scoperta archeologica. E’ stato segnalato dal patrizio romano Censorino che i due calendari egizi hanno presentato la coincidenza dei capodanni nel 139 d.C. ed è stato ipotizzato che una stele attribuita a Djer (3° faraone della I dinastia), che sembra presentare il simbolo per l’anno, potrebbe indicare l’inaugurazione contemporanea dei due calendari egizi (civile e religioso). In considerazione che, per la ciclicità di 1460 anni di 365 gg (365 / 0,25), indotta dalla differenza fra i due calendari (365 e 365,25 gg), la coincidenza dei capodanni dovette presentarsi anche negli anni 1320, 2779 e 4238 a.C., la maggior parte degli egittologi ritiene che Djer difficilmente possa aver ideato e proclamato contemporaneamente i due calendari intorno al 4238 o al 2779. Non volendo accettare che Djer possa aver regnato intorno al 4238, così come ritenuto per molto tempo da quasi tutti gli egittologi, gli studiosi sembrano orientati verso due scuole di pensiero: una che vede Djer come ideatore dei due calendari, ma considera la proclamazione degli stessi effettuata intorno al 2779 a.C. forse durante la II o III dinastia; l’altra che vuole portare l’inizio del periodo dinastico intorno al 2850 a.C. A mio parere le due tendenze sono poco consistenti e sarebbe forse il caso di studiare una soluzione migliore, che ovviamente tenga conto delle due citate indicazioni. In questo contesto di cronologie tirate da una parte e dall’altra sembra ridicolo parlare di cronologia ortodossa dell’Antico Regno come di qualcosa di sacro ed intoccabile. Sembra quindi logico dare maggiore importanza alle datazioni al C-14, quelle del 1984, che al momento sono l’unico elemento scientifico a disposizione (gli autori della campagna del 1984 riportano che uno studio su differenti campioni, condotto da Geyh nei laboratori per il C-14 di Hannover, ha portato alle medesime loro conclusioni). Il ricupero dei circa 400 anni per la IV dinastia non dovrebbe essere un problema, in quanto basterebbe cancellare o correggere le molte decurtazioni fatte da Mayer e dagli altri che hanno proposto nuove cronologie, sostanzialmente al 1° Periodo Intermedio (decurtazioni rispetto agli annali a disposizione o sovrapposizioni di dinastie), e recuperare così i circa 160 o 270 anni mancanti all’inizio della IV dinastia rispettivamente per cronologia corta e cortissima di Meyer. A proposito della tendenza a ridurre sempre più l’età faraonica, è significativo quanto scritto da Gardiner nel suo libro “La civiltà egizia”: «Da parte nostra ci è difficile accettare come inizio della prima dinastia una data così bassa come il 2850 a.C. proposta da A. Scharff in base all’egualmente incerta cronologia di Babilonia. Noi preferiamo attenerci al 3100 a.C. come data più probabile, lasciando un margine prudenziale di 150 anni in più o in meno che potrebbero però un giorno o l’altro rivelarsi insufficiente.». Ritengo che quel giorno sia arrivato e che Gardiner, grazie alla sua onestà scientifica, non avrebbe avuto alcuna difficoltà a studiare una nuova cronologia dell’Antico Regno, che tenesse conto delle nuove datazioni al C-14.
Stefy, 24/10/05
Secondo te perchè Hawass e Lehner sono restii ad ammettere che la cronologia va cambiata? Grazie,Stefy
antonio_crasto, 24/10/05
Il problema non è perché “Il gatto e la volpe” alias Hawass e Lehner siano restii ad accettare una retrodatazione di circa 400 anni della IV dinastia e si stiano arrampicando sugli specchi ipotizzando campioni organici costituiti da legno fossile e manipolando in modo poco scientifico i risultati della campagna del 1995. Il problema è a mio parere capire perché tutto il mondo scientifico non si sia ribellato ad una tale gestione dei risultati (forse non si ritiene l’egittologia una vera scienza). Nei vari libri compresi quelli più ortodossi come Il Codice di Giza di Lawton e Ogilvie-Herald ci si stupisce solamente del fatto che Lehner non parli nel suo libro Complete Pyramids dei risultati della campagna del 1995, come se egli abbia voluto nascondere qualcosa di poco chiaro ed abbia voluto insabbiare i risultati della costosissima campagna di misura. E’ ovviamente comprensibile che esista una qualche difficoltà ad ammettere che tutto il lavoro degli egittologi / matematici portato avanti negli ultimi ottanta anni era indirizzato verso una direzione sbagliata, ma l’onestà scientifica sta proprio nell’ammettere gli errori e nel considerare le novità scientifiche in modo costruttivo. Forse non tutti sanno la vera storia della cronologia egizia. Fino alla scoperta del metodo scientifico di datazione al C-14, i reperti egizi venivano confrontati e catalogati in modo relativo. Il grande Petrie propose una “Sequence Dates” assegnando ai vari periodi predinastici degli intervalli numerici così da poterli mettere in sequenza. I reperti erano talmente antichi che non si poteva fare riferimento ai reperti di altre civiltà contemporanee. L’invenzione del nuovo metodo di misura, per altro tarato su alcuni reperti egizi, portò ad una prima datazione assoluta del neolitico e del predinastico egizio. Questa datazione confinò sostanzialmente il predinastico a metà del 4° millennio a.C., per cui sembrò convalidare gli studi di Meyer e la sua cronologia cortissima, che prevedeva l’inizio dell’età faraonica intorno al 3200 a.C. Queste datazioni non furono però accettate da tutti gli egittologi, in quanto i reperti del Fayum sembravo essere decisamente più antichi di quanto forniva il metodo del C-14. Il mondo scientifico scoperse però che il metodo matematico di datazione dei reperti organici era affetto dalla problematica di aver considerato la distribuzione degli isotopi del carbonio costante nel tempo. Fu così elaborato un metodo di calibrazione dei risultati sulla base dei confronti con gli anelli di accrescimento degli alberi (dendrocronologia). Intorno al 1980 fu dunque iniziata una revisione di tutte le datazioni fino ad allora proposte ottenendo grosso modo una retrodatazione delle datazioni del neolitico (compreso quello egizio) di circa mille anni. Venne così a cadere la giustificazione di un sufficiente numero di secoli per sviluppare la civiltà predinastica. Malgrado le nuove datazioni abbiano fornito un nuovo intervallo di circa un millennio, gli egittologi furono restii a modificare le loro cronologie ed a procedere ad una massiccia opera di datazione dei moltissimi reperti organici delle prime dinastie. Il nuovo impulso si ottenne solamente grazie ai soldi dell’associazione Cayce, che, grazie al loro uomo al Cairo, Lehner, voleva dimostrare che le piramidi di Giza erano state costruite da una civiltà prediluviana intorno al 10000 a.C. Tutti sanno che i risultati non convalidarono questa ipotesi e che le piramidi della IV dinastia sembravano essere semplicemente più antiche di circa 400 anni rispetto alla cronologia tradizionale. Questi risultati portarono ad una separazione traumatica di Lehner dall’associazione Cayce ed a un suo legame stretto al mondo archeologico ortodosso di Hawass. Detto questo è comprensibile la prudenza di Hawass e di Lehner, ma non si capisce perché stiano cercando di insabbiare dei risultati scientifici (non pubblicizzando gli stessi e non pubblicando le singole datazioni calibrate e le medie per ogni monumento) . Non mi sembra una buona ragione quella che occorrerebbe cambiare quanto finora pubblicato né quella che tutto sommato 400 anni non cambierebbero la storia egizia. La retrodatazione a mio parere sarebbe, invece, estremamente importante per la civiltà egizia e per la sua originalità, in quanto cancellerebbe in maniera definitiva la tendenza ad abbassare sempre più l’inizio dell’età dinastica intorno al 2800 a.C. (vedi gli egittologi Rohl e El Mahdy) e trovare così una possibile dipendenza della civiltà egizia da quella mesopotamica dei Sumeri.
Riccardo, 02/11/05
Stavo riguardando altri topic dedicati a questa discussione, peraltro una delle più interessanti. Beh, in effetti (e io sono un egittofilo sostanzialmente "ortodosso", sebbene questo termine non mi piaccia...) sulla cosa c'è un bel po' di confusione, e più guardo qua e là e meno la cosa si fa semplice. Posso solo dire che chi studia il tardo Predinatico, considera la Tavolozza di Narmer databile al 3.050 a.C. circa. A quanto vedo, anche se le datazioni al C14 relative ad oggetti di quel periodo datano tali reperti anche con un arretramento di circa un secolo abbondante, alla cosa non viene dato gran peso, poichè il C14 (ricalibrato, ovviamente) viene considerato non precisissimo. Non sono in grado di esprimere giudizi, ma un po' più di chiarezza non farebbe male.
Per rimettere in ordine il discorso, sarebbe innanzi tutto il caso di tirare di nuovo fuori le nostre (le vostre) informazioni dettagliate relative alle datazioni al C14 effettuate in più volte sulla malta delle piramidi, ecc. e di altri reperti più o meno di quel periodo (Tardo Predinastico, Dinastie I, II, III, IV...) con tanto di riferimenti precisi. Già lo avete fatto e girovagando per i topic si trovano anche; il problema è che poi si perde il filo e non tutti i topic tematici si riescono a riesumare... Insomma, uniamo le forze e riversiamo tutto su un nuovo pentolone, come se fosse per la prima volta. E magari l'Amministratore può dar vita a delle pagine ufficiali di dati reperibili da tutti con semplicità, che potrebbero poi tornare utili in più circostanze future. Spero che la richiesta sia soddisfabile.
Un saluto, Riccardo Banchi
antonio_ crasto, 03/11/2005
Caro Riccardo tu fai un continuo riferimento alla cronologia del predinastico e asserisci per esempio che Narmer, tanto per intenderci, viene collocato, da chi affronta con grande approfondimento gli studi di quel periodo storico, intorno al 3.100-3.050 a.C. e che la Tavolozza di Narmer è databile a circa il 3.050 a.C.
Il problema è che la datazione del regno di Narmer è collegata alla cronologia della I dinastia e come sai questa è basata su pure ipotesi matematiche e non è così certa come vorresti lasciar intendere, prova ne sia che lo stesso Lehner, dopo aver avallato la scelta delle cronologie di Hayes e Clayton (inizio dell’età dinastica nel 3050 a.C.) per confrontare le datazioni al C-14 delle due campagne, presenta nel suo libro The Complete Pyramids la cronologia di Baines & Malek, che vede l’inizio dell’età dinastica nel 2920 a.C.
Mi sembra giusta invece la tua proposta di cercare di raccogliere, creando eventualmente un nuovo topic, tutte le datazioni al C-14 del predinastico di cui siamo a conoscenza.
Questo potrebbe servirci a chiarirci un poco le idee.
Io ritengo che la Comunity di Egittologia.net costituisca un movimento di pensiero abbastanza importante in ambito italiano e che possa influenzare con le sue ricerche anche le idee degli egittologi più accreditati, mandando per esempio le nostre considerazioni alle più importante riviste od organizzando una conferenza sul tema.
Propongo quanto riportato dai ricercatori della campagna del 1984 nella pubblicazione:
Chronologies du Proche Orient Chronologies in the Near East Relative Chronologies and Absolute Chronology 16,000-4,000 B.P. BAR International Series 379 - 1987
Confronto dei risultati di questi studi con le datazioni pubblicate in precedenti studi
Le più complete pubblicazioni sulle datazioni al C-14 per l’Egitto sono di:
I.E.S. Edwards (1970) discute dettagliatamente la definizione del calendario (cronologia) e compara le date della cronologia con quelle al C-14 calibrato ottenute dal British Museum e dal laboratorio UCLA (Absolute dating from Egyptian records and comparison with 14C dating: Phil. Trans. Royal Soc. London A, 269, 11-18).
R. Berger (1970) fornisce una lista di datazioni del solo laboratorio UCLA. Le datazioni sono ottenute con un tempo di dimezzamento di 5730 anni e non sono calibrate (Ancient Egyptian Radiocarbon Chronology: Phil. Trans. Roy. So. London, A. Vol. 269, 23-36).
R.M. Derricourt (1971) fornisce una lista delle datazioni dal predinastico fino alla XX dinastia disponibili a Marzo del 1970 e include una presentazione grafica delle datazioni calibrate ottenute con la dendrocronologia di Suess (Radiocarbon Chronology for Egypt and North Africa: Jour. Near Eastern Studies, Vol. 30. 271-292).
R.D. Long (1976) presenta l’elenco più completo, accludendo il riferimento e le date calibrate. Long presenta datazioni per le prime dinastie fino alla 20° e discute in merito alla tecnica del C-14; egli nota che le datazioni non calibrate possono essere simili alle date della cronologia. Long osserva inoltre che le datazioni calibrate delle prime dinastie sono di alcune centinaia di anni più vecchie rispetto alla cronologia stimata e suggerisce che la calibrazione usata non sia applicabile ai reperti egizi !!!!! (Ancient Egyptian Chronology, Radiocarbon Dating and Calibration: Zeitschrift für Aegyptische Sprache, Vol. 103, 30-48).
F.A. Hassan (1985) presenta datazioni che coprono l’intero periodo preistorico. Le datazioni più recenti sono per il Nagada II e sono approssimativamente più antiche di 500 anni delle datazioni attenute nella campagna del 1984 per la Piramide di Djoser (Radiocarbon Chronology of Neolithic and Predynastic Sites in Upper Egypt and the Delta: The African Archaeological Review, Vol. 3, 95-116).
Non sarebbe male riuscire a reperire almeno l’articolo di Hassan e metterlo a disposizione della comunità.
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