Ritengo che la teologia imposta da Akhenaton fosse inizialmente un semplice ritorno al culto originario dell’epifania Aton-Ra.
Questa tendenza religiosa iniziata sotto Thutmose IV e continuata con Amenhotep III ebbe forse una motivazione politica: diminuire l’immenso potere accumulato dal clero di Amon durante l’inizio della XVIII dinastia (Hatshepsut e Thutmose III).
Le innovazioni imposte da Amenhotep IV iniziarono, a mio parere, per il desiderio di tornare al culto del vero dio, attraverso la sua epifania solare.
Ritengo che ciò sia stata una caratteristica della civiltà egizia.
Nei momenti di crisi, connessi alle emergenze per catastrofi naturali (cadute di meteoriti, carestie, ecc.) o quelli legati alle emergenze sanitarie, i sovrani ipotizzarono che esse potessero essere collegate all’aver dimenticato il dio Creatore e ad aver venerato troppi dèi / santi minori e locali.
Dopo la grande carestia della fine della II dinastia, Djoser incominciò a edificare le piramidi (collegamento simbolico con Dio), mentre durante la quasi sicura emergenza sanitaria della coreggenza di Amenhotep III e IV i sovrani cercarono il perdono di Dio valorizzando nuovamente l’epifania Aton-Ra
E’ chiaro che alla fine del suo regno Akhenaton sbandò da questa idea originaria. La sua mania di essere l’unico intermediario col Creatore lo portò a degli eccessi che sicuramente erano al limite della follia.
Detto questo, ritengo molto probabile che il culto dell’Aton potesse sembrare, dall’esterno, una specie di monoteismo e che Mosè abbia potuto trarre da esso l’ispirazione per creare la sua religione centrata su un solo Dio.
Non bisogna dimenticarsi che gli Ebrei veneravano gli astri e che come molte popolazioni semitiche erano adoratori della Luna / Sin. Durante la loro permanenza in Egitto essi avevano inoltre imparato ad adorare il Toro / Seth (vivendo quasi sicuramente nel Delta orientale durante il periodo degli Hyksos).
Mosè dovette realizzare che per unire un popolo di “sbandati” nel lungo viaggio attraverso il deserto verso la terra “promessa” doveva ricorrere a qualcosa di diverso, che lo facesse vedere agli occhi del popolo come unico intermediario con Dio. Egli impose con la forza il culto del Dio unico, affermando che il Creatore lo aveva prescelto come suo intermediario e gli aveva promesso la terra di Canaan.
In questo senso ritengo che esistano fortissime analogie fra Mosè e Akhenaton (entrambi unici intermediari del Creatore).
Per quanto riguarda Ay il discorso diventa estremamente complicato.
Io ritengo che Ay “padre del dio” coincida col “padre del dio” Huya, e che il titolo possa essere legato al fatto che questo personaggio era il padre, secondo le testimonianze archeologiche, di Tiye, moglie di Amenhotep III.
In realtà io ritengo che la vedova di Thutmose IV abbia orchestrato una messa in sciena e abbia scambiato per ragion di stato la figlia Tiye col figlio del fratello Huya, Amenhotep.
Huya/Ay sarebbe stato in ogni caso nonno di Akhenaton e di Smenkhkara.
Egli avrebbe seguito i giovani sovrani Akhenaton e Nefertiti ad Akhetaton dando così quel contributo di esperienza che sicuramente mancava ai giovani sovrani coreggenti.
Non è dato sapere se Ay abbia partecipato al possibile colpo di stato, sicuramente comandato dal capo dell’esercito Horemheb.
Io ritengo che Ay fu colto di sorpresa e che in qualche modo abbia esercitato il suo potere per far regnare in sequenza il giovanissimo nipote, Smenkhkara, e quindi il figlio di quest'ultimo, Tutankhamon.
E’ evidente che dovette accettare alcuni compromessi e che in particolare dovette ridare al clero di Amon alcuni dei poteri tolti dal faraone “eretico”.
Non direi che abbia rinnegato il credo monoteistico di Akhenaton, in quanto come detto non doveva trattarsi di un vero monoteismo, ma semplicemente di un’esaltazione dell’epifania solare.
Per fare un esempio concreto, sarebbe come se in un momento di crisi mondiale, il Papa decidesse di togliere dalle chiese le immagini degli uomini santificati (santi, madonne, ecc.) e obbligasse i credenti al solo culto del Creatore.
Dopo la morte improvvisa di Smenkhkara, Ay portò sul trono Tutankhaton / Tutankhamon e, dopo l’altrettanta improvvisa morte di quest’ultimo, dovette suggerire alla giovane vedova di sposare un principe Ittita, sia per ragioni diplomatiche, sia per evitare che l’odiato generale Horemheb sposasse la giovane vedova e diventasse sovrano.
Dopo la probabile uccisione del principe Ittita, Ay, ormai quasi novantenne, dovette accettare l'incoronazione sposando formalmente la nipote, pur di evitare il regno del “traditore” Horemhab.
Appena incoronato, gli tolse il comando dell’esercito e lo diede a suo figlio Nackmin.
Quest’ultimo fu nominato erede al trono, ma stranamente scomparve improvvisamente in concomitanza della morte del padre.
Se non vogliamo credere alle coincidenze favorevoli, possiamo ipotizzare che Horemheb abbia ottenuto la sua vendetta e dopo molti anni di attesa sia riuscito finalmente a farsi incoronare sovrano d’Egitto, non senza aver dato l’ultimo smacco al vecchio faraone defunto. Il regno gli fu dato solamente perché aveva sposato la figlia Mutnedjemet di Ay. |