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Da vitussi on 06/10/2008 21.51

In un fantasmagorico paesaggio onirico, a 150 km dal Cairo, tra gli incredibili scenari dei deserti occidentali...una nuova avventura degli RdK... tutta da scoprire!

 

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Da vitussi on 15/09/2008 23.21

Ancora una volta RdK.

Tra le sabbie roventi, attraverso le rampe delle piramidi della V dinastia, ci avventuriamo tra i resti degli unici due templi solari ritrovati nel sito di Abu Ghurab. Parleremo del Tempio Solare di Niuserra.

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Subject: Il massaggio dei faraoni
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waenra
Posts:486

24 feb 2008 17.52  


“Chi ignora il passato non sa nulla del presente”

Indro Monatnelli

Spunti su un antico massaggio tradizionale del Vicino Oriente
La Storia della Medicina si identifica con la Storia dell'Umanità.

Dall'empirismo dell'Uomo primitivo alle ultime scoperte dei Nobel, l'evoluzione della Medicina rispecchia quella del Pensiero Umano. Nell'antico Egitto il massaggio era considerato un'arte sacra, alla stregua delle erbe medicinali e dei vari riti divinatori e religiosi. Alle tecniche manuali si aggiungevano l'uso di erbe e di balsami che avevano lo scopo di abbellire la pelle. Il massaggio tradizionale Egiziano ( o massaggio dei Faraoni), è un massaggio che scioglie le tensioni e lo stress, regalando una durevole sensazione di armonia a tutto il corpo.   
Originario   delle   coste   del   Nilo, fu perfezionato (si dice) dalla bellissima Nefertari.  Utilizza   la   tecnica   del   palper-rouler,   unito  agli   odori   delle    essenze    tipiche   della   Terra   dei   Faraoni,  come   il   gelsomino,   il   sandalo,   la   rosa. A   livello    emozionale    sembra    di   viaggiare   ad   occhi   chiusi    tra    le    dune    del deserto e   assorbire   l'energia    che   fluttua   nell'aria.  Il massaggio dei Faraoni influenza tutto il nostro corpo: il sistema nervoso, la circolazione del sangue. A differenza di altre metodiche, esso, a seconda delle manovre, delle tecniche e dei prodotti utilizzati svolge azione ora tonificante, ora rilassante o antistress, oppure rivolta al recupero dell’equilibrio del tessuto cutaneo. Come ha scritto Cristiano Daglio, il massaggio rappresenta il punto più alto dell’antica medicina egizia, una medicina già con ragguardevoli conoscenze anatomiche e fisiopatologiche e con una farmacopea minerale, vegetale, animale) notevolmente avanzata. Va qui ricordato che Numerose pratiche di medicina prescientifiche, non supportate da sperimentazioni sistematiche ma basate su tradizioni di magia, cultura popolare e di chirurgia elementare, erano in uso in varie società, in particolare in quella egizia: ciò prima che la medicina greca, più avanzata, si diffondesse, il che avvenne intorno al VI secolo a.C. All’interno della medicina egizia si potevano distinguere due diversi filoni: quello magico-religioso, che comprendeva elementi molto primitivi, e quello empirico-razionale, basato sull’esperienza e l’osservazione, privo di componenti mistiche. Le comuni malattie degli occhi e della cute erano solitamente curate dai medici con il metodo empirico-razionale, grazie soprattutto al fatto che questi organi sono direttamente accessibili; i disturbi di altre parti del corpo venivano, invece, curati da stregoni con magie e incantesimi.
Durante la terza dinastia il medico iniziò a distinguersi come figura, sia pure primitiva, di scienziato, diversa dallo stregone e dal sacerdote. Il primo medico egizio il cui nome è giunto fino a noi è Imhotep (vissuto intorno al 2725 a.C.), famoso anche come costruttore di piramidi e come astrologo. Solitamente il medico trascorreva nelle scuole dei templi anni di duro addestramento, in modo da apprendere l’arte dell’interrogazione del malato, della sua ispezione e della palpazione (esame del corpo effettuato tastando con le mani la superficie corporea). La farmacopea del tempo includeva sostanze medicinali vegetali: era comune l’uso di lassativi come fichi, datteri e olio di ricino; l’acido tannico, derivato principalmente dalla noce di galla, era considerato utile nel trattamento delle ustioni.
Sebbene gli egizi praticassero l’imbalsamazione, la loro conoscenza dell’anatomia, ossia del tipo, della struttura e della disposizione degli organi, era modesta e, di conseguenza, anche le procedure chirurgiche erano molto limitate: una pratica di antica tradizione e ancora largamente applicata era la trapanazione, ossia la perforazione del cranio allo scopo di curare cefalee e disturbi mentali.
A mano a mano che proseguono le ricerche archeologiche nei territori dell'antico Egitto, sponsorizzate da varie istituzioni culturali mondiali, si moltiplicano anche i reperti riguardanti la paleontologia e la patologia dei più remoti abitanti di quei luoghi. Vengono così acquisiti di continuo nuovi dati, talvolta sorprendenti e inattesi, suffragati dalle odierne sofisticate tecniche di indagine: cinquant'anni fa non sarebbe stato possibile, come oggi, evidenziare nella mummia di Ramsete IV segni di aterosclerosi dell'aorta, o sulla pelle del suo predecessore Ramsete II prove ineluttabili delle parassitosi di cui fu affetto.
Nello stesso tempo vengono alla luce anche altre testimonianze che si rifanno alle abitudini igieniche e comportamentali degli antichi Egizi, le quali testimoniano oltretutto direttamente o indirettamente altri aspetti della loro quotidianità, come le tecniche immancabilmente impiegate per la preparazione di certi medicamenti e cosmetici. Ad esempio, in base alle osservazioni effettuate sui materiali reperiti nel Fayum, una fertile regione a sud del Cairo dove, tra la fine del '700 e la metà del '900 fu scoperto un gran numero di papiri e di ritratti funerari, è stato possibile ricostruire, insieme con altri reperti, un aspetto non ancora ben conosciuto della vita quotidiana di questo popolo, in particolare delle donne egizie: la cosmetica.
Indagini condotte in istituti di ricerca altamente specializzati di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno permesso di mettere in evidenza non solo le abitudini di donne e uomini egizi relative al make-up, ma addirittura di stabilire e analizzare le materie prime dei cosmetici e dei belletti impiegati, nonché le tecniche - alcune delle quali decisamente avanzate - ideate per la loro preparazione. Questi reperti, ci dicono gli egittologi Ange-Pierre Leca e Salem Mahmoud Elsheikh, indicano che il massaggio era considerato una panacea da impiegare in tutti i casi di malattie considerate di causa oscura o sconosciuta (vedi tabella sottostante).
Praticavano il massaggio specialisti ausiliari dei medici, mentre a questi era riservato il compito della diagnosi, prognosi e prescrizione.

Letture Consigliate
Halioua B.: La medicina dei faraoni, Ed. Dedalo Libri, Milano, 2005.
Lauchad R.: Magia e iniziazione nell'Egitto dei faraoni. L'universo dei simboli e degli dèi. Spazio, tempo, magia e medicina, Ed. Mediterranee, Roma, 1997.
Leca A.P.: La medicina egizia, Ed. SBM Scientific Book Market, Milano, 2002.

Nota: Presso il Centro I D’O si pratica, fra le oltre forme di massaggio (svedese, tailandese, shiatsu e tuina), anche quello dei Faraoni.
Per informazioni, Tiziana Silvestro, Indirizzo/i di posta elettronica: titti_silvestrino@hotmail.com. Vedi anche www.centroido.it; http://www.agopuntura.org/html/ido/index_ido.html.

*Direttrice del Centro Benessere I D’O, Hotel Fatteria Cerreto, Mosciano S. Angelo (TE)

(Fonte: IlCapoluogo.it - Abruzzo)


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