Vecchio topic: Datazioni
Sozzani, 20/05/2003
Il dr. Lehner, nelle sue interviste alla stampa, motiva, in modo più che esauriente ed incontrovertibile, la datazione delle Piramidi di Giza alla IV Dinastia. Esami al C14 di residui organici presenti nella malta usata per connettere i blocchi delle piramidi, resti di vasi, tombe di lavoratori e tutta una serie di altri reperti danno tutti la stessa risposta: ca. 2600 a.C.
Lehner conclude dicendo che è assolutamente improbabile che sia esistita una civiltà precedente in quanto è praticamente impossibile che questa non abbia lasciato alcuna traccia. Ragionamento ineccepibile. Io, per primo, sono totalmente convinto che le piramidi, nella loro forma definitiva, risalgano a questo periodo. Negarlo, sarebbe al di là di ogni logica. Ma mi chiedo:
1) Se questa proto-civiltà risalisse veramente a millenni prima dell'epoca storica, ed avesse costruito o lavorato delle rocce che, come dice Zahi Hawass stesso, costituiscono un nucleo all'interno della piramide di Khufu (e nelle altre due?), trovarne tracce non solo sarebbe difficile dato che si è costruito sopra, ma forse bisognerebbe cercarle non all'esterno, ma all'interno dell'area delle costruzioni.
2) Se è esistita, come personalmente credo, può essersi sviluppata ed essere scomparsa ben prima dell'epoca faraonica (6/7000 anni di intervallo!) ed in questo periodo si tempo, molte sono le cose che possono essere accadute. Senz'altro, un ritorno all'età della pietra in quasi tutto il paese (vedi Naqada, che è solo di qualche centinaio d'anni precedente all'Egitto dinastico). Forse, sono sopravvissuti solo alcuni nuclei ristretti nei quali gli avvenimenti precedenti sono stati tramandati mitizzandoli, costituendo il corpus della religione egizia (gli dei ed i semidei di Manetone?).
3) In questo periodo proto-storico la fauna e la flora dell'Egitto erano sicuramente ben diverse: simili all'attuale foresta tropicale. Per cui, non è assolutamente detto che, come si è verificato più tardi, la vita umana fosse stanziata solo sulle rive del Nilo. E di conseguenza, anche le sue tracce. Può darsi siano altrove: che ci fanno le navi di Abydos in mezzo al deserto?
In conclusione, su una cosa sono perfettamente d'accordo con Zahi Hawass: in Egitto è stato finora scoperto meno del 30% di quello che c'è ancora da trovare. Però, bisogna avere la determinazione e la voglia di cercare ed interpretare, qualunque siano le conclusioni che ne possano derivare. Aspettiamo fiduciosi!
Fede56, 22/05/2003
Non mi è possibile controllare i dati o verificare le ricerche del Dr. Mark Lehner sulla datazione delle Piramidi e,come semplice appassionato, dovrei fidarmi ciecamente delle sue parole. L’anno scorso ho avuto però la “fortuna” di leggere un’intervista ad Zahi Hawass del 2000 comparsa sulla rivista Horus-Egypt air. La riporto non integralmente sottolineando e commentando le parti più interessanti(sono riuscito a trovarla in italiano):
LA SCOPERTA A GIZA DELLA TOMBA DI OSIRIDE
di Zahi Hawass traduzione di Paola Fabbri
Come ben sapete già dal mio precedente articolo, stiamo progettando di porre una pietra di volta incastonata con oro sulla cima della Grande Piramide a mezzanotte del 31 dicembre, per la celebrazione del millennio. Questo progetto non fu approvato poiché si pensava che potesse danneggiare la piramide. Quando inizialmente misurammo la cima della piramide per registrarne le dimensioni, scoprimmo che le pietre (quelle che sono sulla cima) erano ricoperte da graffiti moderni in molte lingue. Pubblicherò questi graffiti quanto prima, e sarebbe interessante conoscere anche cosa ne pensano le persone che presumibilmente hanno scalato la Grande Piramide. Comunque, ora questo esercizio è severamente proibito. Attualmente vengono permesse visite interne alla Grande Piramide, per un totale di non oltre 300 visitatori al giorno. La seconda piramide di Khafra è stata chiusa per un anno per preservarla dagli agenti atmosferici. Tutto ciò viene fatto sia per necessità legate al turismo, sia per preservare i monumenti dal deterioramento. Comunque, molto probabilmente, nel momento in cui leggerete questo articolo, la seconda piramide sarà riaperta e la terza piramide di Menkaura sarà chiusa per un anno. Nel 1980, ho ricevuto il riconoscimento di membro del Fulbright per lo studio dell'egittologia presso l'università della Pennsylvania. Per i primi tre anni ho tenuto i corsi richiesti per il programma del dottorato. Nel frattempo, pensavo ad un soggetto per la mia disquisizione di ricerca. Dopo molte discussioni con i dottori David O'Connor e David Silverman, decisi che l'oggetto della mia dissertazione doveva trattare dei culti funerari dei re Khufu, Khafre, e Menkaura durante l'antico regno a Giza. Per comprendere i riti, ho dovuto esaminare l'archeologia della Piana di Giza e discutere i componenti architettonici dei templi, piramidi sussidiarie, tombe e titoli di gente che era coinvolta nei culti reali. Il mio studio rivelò molti elementi importanti relativamente al significato sociale delle piramidi nell'antico regno. La piramide non era soltanto una tomba, ma rappresentava il rango ed il potere del re. Scoprii anche che la piramide rappresentava un progetto nazionale che coinvolgeva l'intero paese. Ogni famiglia sia dal nord che dal sud del paese, inviava servitù e lavoratori, grano e cibo come contributo alla realizzazione del progetto del re. La piramide era lo strumento che permetteva al re di trasformarsi in un dio dopo la morte. Ho trovato anche specifiche segnalazioni dove si evidenzia che dopo tutto il lavoro svolto dagli uomini per la costruzione della piramide, il momento culminante, nonché il passo finale, era quello di porre una pietra di volta incastonata con oro sulla cima della piramide. La pietra di volta stava a significare che la costruzione della piramide era definitivamente completata, e che era giunto per ognuno il tempo di danzare e di cantare dato che l'intero paese festeggiava il completamento del progetto nazionale. In questa ottica possiamo dire che le piramidi costruirono l'Egitto piuttosto che viceversa da quando le piramidi unificarono il paese al servizio di un grande e monumentale conseguimento.
Zahi Hawass conosce la Stele dell'Inventario? E' una copia posteriore di un originale eretto da Cheope per commemorare i suoi restauri al Tempio di Iside: egli sostiene che molto tempo prima del suo regno, esisteva già la Casa della Sfinge accanto alla Casa di Iside, Padrona della Piramide (presumibilmente la Grande), e che fece costruire la propria piramide e quella della figlia Henutsen, ai piedi di quella di Iside. Quindi le piccole piramidi sarebbero quelle della IV dinastia, mentre quelle grandi e la Sfinge c'erano già da molto tempo. E' vero tutto ciò? Ed è vero che gli egittologi hanno ritenuto questo documento come un pezzo di fiction della XXI dinastia anzichè una testimonianza storica?
In tempi odierni, circolano molte teorie popolari concernenti la funzione sociale ed il significato esoterico della Grande Piramide. Una buona parte di queste teorie non hanno trovato fondamento scientifico e storico, ma questo non ha comunque fermato la gente dal fare speculazioni al riguardo, rendendo queste teorie credibili ma ingannevoli. Per esempio, si dice che degli antichi rotoli furono nascosti al di sotto delle piramidi. E ancora, un gruppo proveniente dagli Stati Uniti, conosciuto come "11-11", crede che le piramidi nascondano un segreto di pace, e che un giorno questo segreto verrà alla luce. Ci sono molte teorie circa chi costruì le piramidi, come quella di una "Civiltà Perduta", che mette in connessione i monumenti di Giza con i miti di Atlantide ad un perduto mistero della "Sala di Registrazione". Alcune di queste teorie sostenevano che la Grande Piramide avrebbe dovuto rivelare i suoi segreti prima della fine dell'anno 1999. Ora siamo a metà dell'anno 2000, e a tutto questo momento non ci sono state rivelazioni di alcun tipo, ma la gente continua a fantasticare. Credo che soltanto un accurato studio dell'antica civiltà Egizia e della sua religione permetterà la diffusione di notizie certe, altrimenti il mondo sarà pieno soltanto di teorie e punti di vista personali.
Molte persone sostengono che gli antichi Egizi non avrebbero mai potuto spostare pietre il cui peso si aggirava tra le cinque e le dieci tonnellate, di conseguenza, deve esserci stata una civiltà ancora più antica e civilizzata responsabile di questa struttura monumentale. Nel 1998, Art Bell mi venne a trovare in Egitto. Andammo nell'area dietro il mio ufficio dove gli operai tagliano le pietre per restaurare le tombe. Osservavamo gli operai: essi adoperavano lo stesso metodo utilizzato dagli antichi Egizi: in modo specifico come gli operai tracciavano un linea sulla pietra da una fine ad un'altra; poi nel mezzo di questa linea, essi ponevano un cuneo di ferro contro la pietra. Poi, percuotevano il cuneo con un asse, e in una frazione di secondi, la pietra era divisa in due pezzi.
EH???? Hawassi si è fatto un'idea degli strumenti utilizzati dagli antichi Egizi per tagliare e levigare il granito e la diorite? Come hanno potuto scolpire le rocce ignee più dure esistenti in natura con gli utensili di rame e di legno che vediamo esposti nei Musei (ad es. a Torino)? Per squadrare un masso e realizzare degli spigoli rettilinei della lunghezza di metri ci vuole una sega abbastanza lunga e fatta di un materiale più duro della pietra in questione, oppure un piano di lavorazione simile ad un tornio. Alcuni manufatti clamorosi avevano sconcertato Flinders Petrie, il celebre egittologo inglese: le parti cave delle rocce lavorate (es: sarcofago di Cheope) sono state ottenute con un trapano rotante, un cilindro perforatore che doveva esercitare delle pressioni incompatibili con il funzionamento manuale. Ci sono dei vasi in diorite (Naqada) chiaramente lavorati al tornio, per simmetria e sfericità; alcune coppelle hanno delle incisioni nettissime spesse 0,1 mm circa; altre anfore hanno dei lunghi colli sottili (per cui la pietra è stata tolta attraverso un passaggio sottilissimo in modo inspiegabile). Christopher Dunn ha analizzato al microscopio alcuni oggetti ed ha riscontrato: superfici lisce al 1/50 di mm, "carote" di trivellazione prodotte con strumenti di taglio più potenti di quelli utilizzati dall'industria estrattiva odierna (2,5 mm di taglio ad ogni giro del trapano). Ma conosce questi manufatti? Come si spiega tutto ciò? Dove sono gli strumenti che hanno prodotto quei risultati? In questi casi anche un tempo infinito e una manodopera enorme non sono assolutamente sufficienti.
Attualmente, ho quasi completato di scrivere un libro intitolato: Le complesse Piramidi di Giza, libro che sarà pubblicato in Inghilterra da Thames & Hudson. Il libro è stato scritto in collaborazione con il mio FRATERNO AMICO di tutta una vita Mark Lehner. Sono 25 anni che Mark effettua scavi presso la piana di Giza, e lavoriamo insieme come fossimo una squadra.. Mark ed io abbiamo scoperto che non ci sono basi che attestino che il numero delle pietre della Grande Piramide siano 2.300.000. Inoltre, non risponde a verità quanto spesso viene dichiarato che il peso di ogni pietra della piramide è di 15 tonnellate. Tutti questi cosiddetti "fatti" sono ripetutamente pubblicati nei libri e non sono affatto corretti. Abbiamo stabilito che la base della Grande Piramide è stata realizzata con solida roccia della piana o dalla roccia viva ad una altezza di circa 27 piedi. Questa è una riscoperta di ciò che già si era saputo da Howard Vyse e Sir Flinders Petrie che contarono il numero delle pietre, il nuovo numero sarà pubblicato nel nostro libro; ma Mark ed io possiamo dire che il peso di una pietra non corrisponde a più di mezza tonnellata. (Anche su interventi televisivi ha detto questa cazz…)!
COSA???MEZZA TONNELLATA????? Il responsabile di Giza e il suo fraterno amico hanno voglia di prenderci in giro. Basta guardare le foto dei turisti a fianco dei gradini delle piramidi: un misero blocco di 1mc di calcare o di granito pesa già 2,7 TONNELLATE. Non solo, ha detto che pochi massi superano la tonnellata e arrivano a 9 metri di lunghezza. Mi piacerebbe sapere quali ingegneri consulta il prof. Hawass dato che una colonna di 9x1x1 metri pesa 25 t. In realtà tutti sanno che nella camera del Re i blocchi arrivano a 60 - 70 t.
Durante la costruzione delle piramidi, gli Egizi costruirono un rifugio situato a circa 800 metri ad est della recente scoperta della valle del Tempio di Khufu. Il rifugio fu utilizzato per portare pietre non locali alla piana(A MILLE CHILOMETRI DI DISTANZA), come il granito utilizzato nella costruzione della camera funeraria del Re, e bianca e fine pietra calcarea dalla cava reale di Tura per il rivestimento della piramide. Il rifugio si trovava tra le case del villaggio di Nazlet el-Sessi che si trovava immediatamente ad est del villaggio di Nazlet el-Samman. Il rifugio fu utilizzato anche per il trasporto degli operai al sito della costruzione della piramide. Questi lavoratori vivevano a Memphis ed altri in regioni vicine. Il cibo veniva mandato come offerta dalle fattorie che si trovavano vicino alle rive del Nilo, per i rituali del tempio ed anche per portare gli alimenti al personale che viveva nella città della piramide il quale, era anche responsabile del mantenimento del culto del Re. Mark Lehner scoprì la cava per la Grande Piramide a sud del sito e ad est della seconda piramide. Nei nostri scavi a sud della Grande Piramide, trovammo i resti di una rampa costruita fuori di pietrisco e melma di limo. Questa rampa fu costruita dalla cava fino all'angolo sud est della Piramide di Khufu.
Hawass è mai riuscito a spostare e sollevare un blocco di 60 tonnellate a 100 m di altezza trainandolo su per una rampa? Ci piacerebbe vedere i risultati delle simulazioni degli egittologi. Quante persone servono per trascinare un masso di 1 t? E quante per uno di 50 t? Calcoli approssimativi e conservativi indicano che circa un migliaio di persone potrebbero tirare un blocco di 70 t (come quelli nella camera del Re) su una rampa con una pendenza di 3°- 5°, vincendo a fatica l'enorme forza di attrito della slitta di traino sulla rampa. E se anche risolvessimo il problema dell'attrito questi massi diventerebbero pericolosissimi per il facile scivolamento. Come facevano tutte queste persone ad avventurarsi su per la stretta rampa avvolgente (la teoria preferita da Hawass) e a girare ad angolo retto attorno agli spigoli della Piramide? Sono stati eseguiti dei calcoli per la stabilità di questa rampa fatta di mattoni crudi (come si ipotizza), abbarbicata sulle facce della Piramide?
I graffiti che sono stati trovati all'interno, rivelanti camere della Grande Piramide, furono contestati da alcune persone e dichiarati contraffatti; e di conseguenza, secondo queste persone, la Grande Piramide non fu costruita da Khufu. Entrammo nelle cinque camere e rimuovemmo il pietrisco che riempiva tutte queste stanze. Noha Abdel Hatiz, un artista e restauratore di antichità presso l'Ispettorato di Giza, registrò e disegnò le iscrizioni. Trovammo i nomi della squadra che costruì la piramide: "gli amici di Khufu". I lavoratori registrarono anche "anno 17 del regno di Khufu" e altri geroglifici. Il graffito è scritto in rosso, ed è simile a tutti i graffiti che sono stati scritti alla base delle piramidi del Regno Antico. Scoprimmo anche segni geroglifici scritti dietro le pietre che nessun altro avrebbe potuto scrivere ad eccezione dei lavoratori che avevano trasportato le pietre. Queste iscrizioni sono pubblicate nel mio sito Web http://www.guardians.net/hawass. Egitto. In oltre Jean Leclant, capo della spedizione francese a Saqqara, ha recentemente trovato una nuova piramide che si trova al lato sud della piramide del Re Pepi I della VI° etc…….
In conclusione…..posso,scientificamente parlando,fare affidamento alle teorie di Hawass e Lehner dopo bestemmie come queste?Altro che prove inconfutabili…..
Prima dei test del C14(anche sull’affidabilità di questo metodo ci sarebbe da discutere)il professor Mark Lehner sovrappose, tramite un computer, il volto della Sfinge e il volto del Faraone e vi trovò una corrispondenza tale che, secondo lui, non poteva che significare che quella è proprio l’immagine di Chefren,dimostrando che la costruzione della Sfinge risale all’Antico Regno commissionata dal Faraone Chefren (2520 a.C. - 2594 a.C.), che gli avrebbe anche dato il suo volto. John Anthony West nella sua opera “Serpent in the sky” studiò la teoria di un matematico e simbolista francese, R.A. Schwaller de Lubicz, che in una delle sue opere espresse la convinzione che la Sfinge fosse più vecchia rispetto a quanto stabilito dagli storici e che l’erosione delle sue pareti fosse opera dell’azione dell’acqua e non del vento e della sabbia. Questo potrebbe non sembrare strano se si considera che in tempi antichi l’Egitto era sottoposto a inondazioni periodiche del mare e del Nilo. Il fatto è che, secondo gli storici, le ultime risalgono al 15.000 a.C. cioè all’ultimo Periodo Glaciale. Probabilmente le inondazioni del Nilo proseguirono fino a circa il 10.000 a.C., ma è improbabile che le sue acque avessero potuto spingersi fino a 20m. di altezza, cioè fino al collo e al dorso della SfingeJohn Anthony West, non essendo esperto in geologia, chiese aiuto Robert Schoch, geologo dell’università di Boston. Dapprima Schoch esaminò tutto il materiale che West poté portargli e da questo ipotizzò che le pareti della Sfinge non potevano essere state erose dalle tempeste di sabbia, ma bensì dall’acqua. Per essere certo delle sue affermazioni, Schoch, decise di recarsi a Giza per studiare da vicino il grande monumento. Nel 1990 i due andarono in Egitto e Schoch non notò nulla che potesse smentire la sua teoria. Egli, però, voleva maggiori certezze e così West organizzò una spedizione alla quale parteciparono anche un geofisico, Thomas L. Dobecky e un produttore video, Boris Said. Dopo aver attentamente esaminato il corpo del grande leone Schoch non ebbe più alcun dubbio: le erosioni furono opera dell’azione dell’acqua. Quando la sabbia mossa dal vento, colpisce una roccia, le sue parti più deboli si consumano fino a formare delle linee parallele ed irregolari. L’erosione dovuta all’acqua ha un aspetto totalmente diverso, ed è anche diverso l’aspetto dell’erosione causata da un’inondazione, da quella causata dall’acqua piovana: la prima fa sì che si formi un erosione profonda della parte inferiore e molto meno accentuata di quella superiore, la seconda fa sì che si formino dei canali verticali e ben definiti ed è questo che noi ritroviamo nella Sfinge. Questi studiosi erano convinti che, non solo la Sfinge, ma anche le mura che la circondano, il Tempio in Valle e Tempio della Sfinge, furono erosi dall’acqua. Piogge di entità tale da poter causare questo tipo di erosione, in Egitto terminarono non più tardi del 7000 a.C. , ma se queste terre allora erano abitate solo da uomini preistorici del neolitico (come ritengono gli egittologi ortodossi), chi ha costruito la Sfinge? Mark Lehner replica a queste supposizioni chiedendo: se la Sfinge è stata veramente costruita 9000 anni fa da una civiltà scomparsa, perché non è rimasto nulla dei suoi resti? West dal canto suo replica, che lui e i suoi collaboratori hanno dimostrato che la Sfinge è di molto antecedente rispetto alle altre tombe che si trovano a pochi chilometri di distanza da essa e che nonostante siano state sottoposte allo stesso clima mostrano uno stato di danneggiamento atmosferico molto diverso, e che non ha senso che Lehner invece di confutare queste prove ne chieda altre. West, dietro il suggerimento di Boris Said, chiese la collaborazione di un disegnatore dalla polizia, Frank Domingo, per confutare anche l’ipotesi che il volto della Sfinge rappresentasse il Faraone Chefren. Dopo aver studiato il volto delle statua di Chefren, che si trova al museo del Cairo, e la faccia del leone, Domingo concluse che le due non coincidevano affatto: la testa della Sfinge non rappresenta Chefren. D’altronde lo stesso Lehner ammise che esistono delle discrepanze tra le linee del volto del Faraone e quelle della Sfinge. Ciò che convinse gli egittologi ad attribuire la paternità della Sfinge a Chefren, fu il ritrovamento di una stele, profondamente deteriorata, rinvenuta le zampe, con il nome del Faraone. La Sfinge fu ricoperta di sabbia per molto tempo e quando nel 1817 questa fu rimossa, tra le sue zampe fu trovato un tempio che conteneva tre stele. Nella 13° riga di una di queste, anche se profondamente deteriorata, si riuscì a distinguere una sillaba: KHAF. Si pensò che questa fosse la prima parte del nome di Khafre, che ricordiamo essere il nome originale di Chefren, che invece è la traduzione greca del nome del Faraone. Questa stele fu data nel periodo corrispondente al regno di Tuthmosis IV (1402-1394) che appartenne alla XVIII dinastia (Nuovo Regno). Questa racconta che Tuthmosis vide in sogno il dio Ra che gli disse di togliere la sabbia che copriva la Sfinge. Egli la tolse e poi la ristrutturò. Essendo il nome di Chefren sulla stessa stele si pensa che anch’egli in precedenza la restaurò, anche se non se ne ha la certezza poiché, come dicevamo prima questa è molto deteriorata. Esiste poi un particolare che fa sorgere qualche altro dubbio: la sillaba Khaf non era racchiusa all’interno del cartiglio (simbolo ovale) dentro al quale erano racchiusi i nomi di tutti i Faraoni e gli antichi Egizi non avrebbero mai scritto il nome di un Faraone all’esterno di quel particolare simbolo. Dai loro studi Dobecki e di Shoch arrivarono alla conclusione che il monumento fu scolpito in due diversi momenti, cioè la parte anteriore, molto più erosa, fu scolpita circa 3000 anni prima della parte posteriore. Shoch ritenne che quando Chefren trovò la Sfinge questa non era ancor stata terminata, cosicché la restaurò e la completò. La testa, che è sproporzionatamente più piccola del resto del corpo, è probabilmente stata ordinata secondo lo stile dell’epoca. Oltre tutto se veramente la Sfinge fu eretta da Chefren (2520 a.C. - 2594 a.C) perché sarebbe dovuta essere restaurata dopo così poco tempo, soprattutto se pensiamo che è stata per lungo tempo sepolta nella sabbia e quindi protetta dall’azione degli agenti atmosferici? Dr. Zahi Hawass, responsabile del Museo del Cairo, sostiene che la Sfinge ebbe bisogno di essere restaurata dopo così poco tempo perché fu costruita con materiale tanto scadente che gli agenti atmosferici cominciarono subito a rovinarla. D’altra parte, West sostiene che se così fosse, considerando una media di circa 30 cm di parete erosa ogni 100 anni, la Sfinge sarebbe scomparsa diversi secoli fa.
“…Io, per primo, sono totalmente convinto che le piramidi, nella loro forma definitiva, risalgano a questo periodo. Negarlo, sarebbe al di là di ogni logica. Ma mi chiedo:
1) Se questa proto-civiltà risalisse veramente a millenni prima dell'epoca storica, ed avesse costruito o lavorato delle rocce che, come dice Zahi Hawass stesso, costituiscono un nucleo all'interno della piramide di Khufu (e nelle altre due?), trovarne tracce non solo sarebbe difficile dato che si è costruito sopra, ma forse bisognerebbe cercarle non all'esterno, ma all'interno dell'area delle costruzioni…..”
Secondo il mio punto di vista è molto improbabile che le piramidi (per la sfinge è un altro discorso) siano state terminate a millenni di distanza o che si è costruito sopra. La prova si trova nelle foto della concavità delle facce della Grande Piramide che testimoniano ulteriormente l’incredibile capacità in tutti i campi della tecnologia architettonica e ingegneristica dei loro costruttori. La piramide fu iniziata e terminata dalla stessa civiltà. Le prove ci sono dentro e ci sono fuori!(Parere personale ovviamente).Un saluto.
Aerial photo by Groves, 1940 (detail).
Ikonos satellite image of the Great Pyramid.
Sozzani, 22/05/2003
Le interviste a Lehner le può trovare su Google, inserendo "Lehner Nova". Saluti.
Fede56, 22/05/2003
Zahi Hawass 2-il ritorno......nulla di nuovo purtroppo.
clio apsara, 23/06/2003
Ciao, Fede 56.
Ho letto adesso questo thread. Senti, ma che ne pensi tu di questi geroglifici scritti in rosso nelle camere di scarico della piramide di Khufu? Esistono oppure no? Io ero al corrente soltanto di quelli "trovati" da Vyse. Che puoi dirmi in proposito?
Cordiali saluti Clio
demota, 02/07/2003
Quali sono i metodi di datazione che vengono utilizzati? Oltre Carbonio 14 e Dendrocronologia quali sono gli altri? Avevo letto da qualche parte di un nuovo metodo di datazione per le pietre, ma tanto costosa da non potersi utilizzare spesso... mi sbaglio? _________________ buon Antikitera a tutti
Riccardo, 03/07/2003
La dendrocronologia viene utilizzata per calibrare le datazioni al C-14. Riguardo alla datazione delle pietre (o meglio per stabilire il periodo della loro estrazione), pare che si possa utilizzare il metodo del Cloro-36, che ancora non ho ben capito come funzioni. molti risultati danno valori un po' strani; penso che sia difficile essere in grado di interpretare correttamente i dati: pensa solo che una superficie rocciosa viene erosa progressivamente, per cui non sarà mai quella originaria! (sono semplici mie considerazioni personali, perché ripeto, non conosco su cosa si basa il metodo, che sicuramente può dare nuova luce a problemi irrisolti). Siamo in attesa di informazioni più precise. Il problema dell'interpretazione dei dati resta comunque fondamentale, come dimostra anche il C-14. Saluti - Riccardo Banchi |