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Sit-Amun Posts:552

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| 25 ago 2008 13.06 |
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Fascista in che senso, Clio? per il culto della personalità, sia pure in salsa religiosa? Ma il culto della personalità è connaturato all'assolutismo e dunque al potere faraonico. O piuttosto per la centralità estrema assunta dalla famiglia, che dal sovrano ("l'insonne condottiero"... ) è controllata anche nella quotidianità?
La tua è una teoria assai interessante, da sviluppare.  |
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"Rectius vives, Licini, neque altum/ semper urgendo neque, dum procellas / cautus horrescis, nimium premendo/ litus iniquum." Vivrai meglio, o Licinio, se non ti spingerai sempre in alto mare e non rasenterai troppo il litorale malfido, mentre accortamente eviti le tempeste. (Orazio, Carmina, II,10) |
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clio Posts:46

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| 25 ago 2008 13.08 |
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Per la centralità estrema della famiglia e per il fanatismo con cui veniva imposta la religione di Aton.
un caro saluto,
Clio |
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saldiperi Posts:1017

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| 25 ago 2008 13.29 |
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Posted By Sit-Amun on 25 ago 2008 12.20
Ti consiglierei di rileggere le pagg. 161-171 del saggio "Akhenaton e Nefertiti" di Cimmino, dove l' autore, a riguardo del monoteismo amarniano, mi appare assai più possibilista di quanto da te espresso.
Ciao
Lo rileggerò stasera. Ma, mi consenta, una cosa è dire possibilista un'altra "rigoroso monoteismo". Mi sembra, eh, non vorrei sbagliarmi...
Saluti
Salvatore |
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Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide) |
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Sit-Amun Posts:552

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| 25 ago 2008 14.22 |
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No, certo, sono assunti differenti, ma tu sostenevi che Cimmino era contrario al concetto espresso dai Sabbah e a me non risulta, anche perché, diciamolo pure, Salvo, è assai difficile, sia per la mancanza di fonti esaustive che per la complessità e novità della teologia atoniana (quasi un osso di seppia nella sua essenzialità e smaterialità), esprimere un giudizio diverso.
P.S. "Ma, mi consenta,"
L'Italia berluscona deve entrare anche in egittologia? Almeno uno spazio culturale ed autonomo, s'il vous plait"!  |
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"Rectius vives, Licini, neque altum/ semper urgendo neque, dum procellas / cautus horrescis, nimium premendo/ litus iniquum." Vivrai meglio, o Licinio, se non ti spingerai sempre in alto mare e non rasenterai troppo il litorale malfido, mentre accortamente eviti le tempeste. (Orazio, Carmina, II,10) |
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clio Posts:46

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| 25 ago 2008 14.38 |
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Posted By Sit-Amun on 25 ago 2008 14.22
No, certo, sono assunti differenti, ma tu sostenevi che Cimmino era contrario al concetto espresso dai Sabbah e a me non risulta, anche perché, diciamolo pure, Salvo, è assai difficile, sia per la mancanza di fonti esaustive che per la complessità e novità della teologia atoniana (quasi un osso di seppia nella sua essenzialità e smaterialità), esprimere un giudizio diverso.
P.S. "Ma, mi consenta,"
L'Italia berluscona deve entrare anche in egittologia? Almeno uno spazio culturale ed autonomo, s'il vous plait"! 
Mi unisco a Sit: niente Italia berluscona in egittologia, per favore!  
un caro saluto,
Clio
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Sozzani Posts:2096

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| 25 ago 2008 16.36 |
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Ma dài fanciulle, consentitemi, mi sembra evidente fosse solo un'innocua battuta!

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"più conosco gli uomini, più amo gli animali" G.B.Shaw |
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Sit-Amun Posts:552

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| 25 ago 2008 18.48 |
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Glielo consento, glielo consento... |
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"Rectius vives, Licini, neque altum/ semper urgendo neque, dum procellas / cautus horrescis, nimium premendo/ litus iniquum." Vivrai meglio, o Licinio, se non ti spingerai sempre in alto mare e non rasenterai troppo il litorale malfido, mentre accortamente eviti le tempeste. (Orazio, Carmina, II,10) |
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saldiperi Posts:1017

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| 25 ago 2008 20.21 |
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Beh Sit,
ho riletto e non mi sembra che abbia ricordato male.
Leggo, pag 164:"Allo stato attuale delle nostre conoscenze possiamo solo affermare che nella religione egiziana antica esistevano espressioni letterarie tali da far pensare a concezioni monoteistiche che sono molto lontane, però, dal significato che noi diamo oggi alla parola <>. Solo attraverso una forzata traspozione dell'ideale cristiano, infatti, alcuni studiosi sono giunti ad individuare nella religione dell'Aton un monoteismo assoluto..."" ecc.
e pag. 165: "la constatazione che esistono costanti espressioni monoteistiche nei testi letterari antichi- ....omissis.... - non consente giudizi storici attendibili; voler uscire dall'ambito limitato della interpretazione dei testi per esporre teorie su questo problema è una pericolosa illazione e deve essere considerata fuorviante ogni ipotesi di collegamento filosofico con le dottrine monoteistiche che seguirono"
Frasi che ho sottolineato, fra le altre, perchè molto indicative. Non credi?
Saluti
Salvatore |
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Timeo Danaos et dona ferentes (Eneide) |
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Sit-Amun Posts:552

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| 25 ago 2008 21.36 |
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pagg. 167-168
"Nel mondo antico comunque, la religione dell'Aton fu l'unica destinata ad essere trasmessa e ad avere un fondo di coerenza come rivelazione di un dio unico, in una forma che può essere definita abbastanza vicina alla nostra concezione di dogma e non poteva essere diversamente, dato che il suo embrionale monoteismo era la somma di una gigantesca opera di sincretismo."
Allora, Cimmino non sostiene il monoteismo assoluto, ma una sua forma embrionale, effetto di un'operazione tutta teologica di sincretismo, mirata a sintetizzare nella figura dell'Aton gli aspetti solari di altre divinità. Sostiene anche, per me in maniera sorprendente, che si trattava di una religione rivelata fondata su un dogma. Non è contrario in assoluto alle affermazioni più estreme dei Sabbah, probabilmente perché le sue fonti e la sua prudenza non glielo consentono.
Vorrei sottolineare la seguente affermazione, per me passibile di sviluppi e confronti: cosa intende dire Cimmino con "nel mondo antico la religione dell'Aton fu l'unica destinata ad essere trasmessa" ? A chi? |
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"Rectius vives, Licini, neque altum/ semper urgendo neque, dum procellas / cautus horrescis, nimium premendo/ litus iniquum." Vivrai meglio, o Licinio, se non ti spingerai sempre in alto mare e non rasenterai troppo il litorale malfido, mentre accortamente eviti le tempeste. (Orazio, Carmina, II,10) |
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Mikela Posts:228

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| 27 ago 2008 20.27 |
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Finalmente qualche giorno fa mi sono procurata una copia (non ci speravo più..) del libro dei fratelli Sabbah in questione in questo thread, e incuriosita dai commenti di SitAmun e Paolo mi sono immediatamente immersa nella lettura. Sono arrivata a pagina 90 più o meno e già ho trovato diverso materiale sul quale a mio avviso vale la pena discutere.
L'idea di fondo che si delinea, anche dal titolo del libro, è che gli ebrei, in quanto nucleo religioso sono diretti discendenti degli egizi. In queste prime pagine si va anche oltre, affermando che gli ebrei dell'Esodo altro non sono che gli abitanti di Akhetaton, costretti loro malgrado da poteri superiori ad abbandonare la città più bella dell'impero (più volte descritta come l'Eden), all'indomani della la morte di Akhenaton e della conseguente caduta dell'eresia amarniana. Partito alla volta della “terra promessa”, questo nutrito gruppo di persone (stando alla Bibbia 600.000 persone senza contare i bambini), avrebbe portato con sé tutti gli insegnamenti del faraone visionario, utilizzandoli come fondamento della nuova religione, ma criptandoli nel tempo, fino ad arrivare al testo biblico che tutti conosciamo.
Per affermare questo i due fratelli partono dalla lingua ebraica, commentando prima di tutto la grafia stessa delle lettere ebraiche e alcuni fonemi, poi alcuni passi della bibbia ebraica e aramaica (che dovrebbero essere contemporanee), il tutto paragonato alla lingua egizia e alla relativa scrittura.
Procedendo con ordine, segnalo le cose che a mio avviso non tornano.
Viene comunemente accettata come ipotesi più probabile che l'alfabeto ebraico derivi direttamente da quello fenicio. Secondo i Sabbah, ciò non risponde al vero. In realtà gli ebrei avrebbero adottato l'impalcatura della lingua fenicia, perchè più semplice (presenza di soli 22 segni a fronte delle centinaia nella scrittura egizia), ma i segni deriverebbero in maggioranza proprio dal geroglifico. Chiunque abbia il testo (pag 24) o la possibilità di verificare visivamente i due alfabeti riscontra invece che esiste una nettissima somiglianza fra questi, riscontrabile palesemente per almeno 13 dei 22 segni. Non c'è bisogno di tirare in ballo i geroglifici. Anche e soprattutto per quanto riguarda la alef, alla quale i due fratelli affidano invece particolari e fondamentali caratteristiche simboliche. Fra l'altro, per meglio mostrare la discendenza dei segni ebraici da quelli egizi, più di una volta gli autori devono affidarsi alla scrittura ieratica, più vicina a quella ebraica detta “quadrata”.
Detto questo, non voglio certo affermare che non possano sussistere influenze dall'una all'altra lingua, ma da qui a dire che determinati segni geroglifici che secondo gli autori ricordano segni ebraici, “presenti nella prima tomba di Ay...evidenziano l'origine egizia e amarniana dell'ebraico (p. 39)” ce ne corre!
Passo ad altro. Gli autori a un certo punto (p. 46) sottolineano che solo il Akhenaton poteva officiare il culto, essendo lui stesso tramite divino. E infatti, è noto, nelle abitazioni di Amarna sono stati trovati dei piccoli santuari con nicchie all'interno delle quali trovavano posto effigi della famiglia reale nell'atto di adorare Aton. Pertanto Aton resta una divinità che fa splendere i propri raggi direttamente solo sulla famiglia reale, la quale poi, diciamo così, li “redistribuisce”. Però, per ridurre le distanze fra Aton e il popolo basta “sistemare” un po' il cartiglio del faraone (pag 83), invertendo la lettura dei segni, e sottintendendo una alef che non c'è (e non si capisce il perchè di questa assenza – gli autori non lo spiegano), e infine leggere il risultato in ebraico: [a]nokhi Aton, “io sono Aton”. Mah...personalmente la trovo un po' tirata per i capelli...Considerando anche l'affermazione a cui fa da corollario, che si trova nella pagina precedente: il primo comandamento, “io sono il Signore Dio (tuo)”, in ebraico Anokhi Jahvè, in realtà significherebbe “Io sono Aton”. Questo perchè il nome di Jahvè non veniva pronunciato durante la liturgia (e non viene mai pronunciato tuttora): al suo posto si legge infatti “Adonai”. Il fatto è che non sappiamo con certezza quando sia stato fissato l'assoluto divieto di pronunciare il nome dii Dio. Le ipotesi vanno dalla fine del VI sec a.C. al III d.C.!! Anche supponendo un divieto non troppo tardo, in origine la parola Adonai non era proprio contemplata nel versetto in esame.
Per adesso mi fermo qui...spero di non averi annoiato ma trovo che l'argomento vada “sviscerato” mettendo in luce i molti aspetti controversi della faccenda. Comunque penso che gli autori spesso diano per scontato conclusioni che in realtà poggiano su basi tutte da verificare. Intanto proseguo con la lettura...buona serata,
Mikela |
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I'm just a soul whose intentions are good..Oh Lord please don't let me be misunderstood! |
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Sit-Amun Posts:552

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| 28 ago 2008 09.35 |
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La Bibbia aramaica e la Bibbia ebraica non sono contemporanee e infatti quella aramaica contiene concetti o espressioni non presenti, perché tagliate o modificate, nella Bibbia ebraica. Quanto al discorso che stai portando avanti relativamente alla forzosità delle conclusioni degli autori, avevo riscontrato (vedi qualche post precedente) proprio tale caratteristica. Tuttavia trovo ammirevole, benché non sempre rigorosa, la volontà dei Sabbah di dare una risposta nuova a quesiti da secoli rimasti inevasi e di utilizzare a tal fine la Bibbia, specie quella aramaica, come grimaldello. A prescindere dagli inevitabili errori, non c'è dubbio, a parer mio, che ci siano state relazioni di un certo spessore tra la civiltà egizia e quella ebraica e che questa sia la strada anche per un'esegesi biblica corretta a livello storico e concettuale e non deviata da motivazioni politico-ideologiche nelle sue caratteristiche fondanti. Aspetto altre osservazioni. Ciao |
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Mikela Posts:228

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| 28 ago 2008 17.21 |
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In effetti, se prendiamo in esame la storia di entrambe le lingue ebraica e aramaica, si nota che si sviluppano lungo lo stesso arco di tempo, e cioè a partire dalla metà poco meno del II millennio. Ma già verso la fine del I millennio la lingua ebraica non veniva quasi più usata se non come lingua sacra, a fronte invece di un uso sempre più diffuso della lingua aramaica. E anche per questa ragione abbiamo le traduzioni in aramaico della Bibbia (i cosiddetti Targumim), che cominciano ad attestarsi a partire proprio da questo periodo. Quindi a ben guardare, la Bibbia ebraica ha una tradizione più antica di quella aramaica. Non che questo sia indice di maggior correttezza testuale, considerando che i testi venivano copiati a mano per essere trasmessi, e ciò comportava l'immissione di errori meccanici e non. Inoltre non bisogna dimenticare che, nonostante l'antichità della lingua, la redazione più antica a noi pervenuta (parlo di testo biblico completo) è datata al 1008 d.C!! Siamo lontani dai fatti narrati...
Ma nel frattempo...io continuo la mia lettura del libro...a presto...
Mikela
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